51.151 TRACK SINGLESPEED

Quando abbiamo pensato al blog ciclistaurbano.com volevamo che potesse raccogliere e raccontare esperienze ed emozioni legate al mondo della bicicletta soprattutto come stile di vita. Valori che potessero avvicinare chiunque al mondo delle due ruote. Amare la bici perché amiamo pedalare, amare la bici perché è stile, amare la bici perché è stato il primo ricordo di libertà, oppure semplicemente perché ogni bici, e ogni momento legato ad essa, può riportarci a qualcosa di personale così com’è stata la creazione della mia bicicletta urbana.

Tutto parte da una semplice telefonata: “ciao mi chiamo Leonardo volevo farti i miei complimenti per il blog… sono un appassionato di bici e ogni tanto ne restauro qualcuna, vai a vedere il mio web site!” Ero a lezione di batteria, il tempo di tornare in studio e la prima cosa che faccio è aprire la sua pagina: amore a prima vista!

Cito testuale dal sito di Ciclico: “La soddisfazione più grande è recuperare qualche vecchia bici dal fondo di un garage o di una soffitta e ridare loro vita con un restyling oppure un restauro. Con il restyling costruisco un cambiamento importante nel look della bici facendola diventare un pezzo unico: la smonto, la pulisco, la rivernicio, la lucido, la ingrasso, la rimonto, scegliendo e abbinando tutti i componenti “da corsa” più prestigiosi. La bici sarà irripetibile, in edizione unica. Nel restauro le faccio ritornare giovani, come appena uscite di fabbrica, rispettando al massimo ciò che erano.”

Scorrevole, leggera, fluida, silenziosa, sicura, questa è la bici che voglio. E deve essere bellissima, attenta agli accostamenti cromatici, perché una single speed così la userete anche nelle occasioni più eleganti e formali. Quelle in giacca e cravatta o sui tacchi!

Il mio primo pensiero? Quello di voler fare finalmente la mia bicicletta urbana costruita con Leonardo! Una bici unica, solo mia nello stile e nelle forme (non vi racconterò di particolari tecnici o altro di specifico ma solamente quello che c’è stato dietro alla sua costruzione). Quindi lo chiamo e gli racconto i miei pensieri senza sapere effettivamente quale potrebbe essere il risultato finale. Vorrei una bici essenziale, pulita, con un richiamo al mondo del velodromo, libera dal superfluo. Il colore? Indecisione totale. Leo mi saluta e mi dice di non preoccuparmi. Dopo un paio di settimane mi manda un paio di schizzi a mano: ci siamo. Le forme sono quelle giuste.

Iniziamo a scambiarci link e immagini (il telaio, la piega del manubrio, la leva del freno, la sella ecc.). Che meraviglia la nostra idea stava prendendo forma, ma sul colore mistero totale. Sapevamo entrambi che sarebbe stato un colore scuro ma quale? (in realtà Leonardo sapeva benissimo quale ma nel “godimento” di questo bellissimo progetto un po’ di mistero deve essere un ingrediente fondamentale!). Passano circa 6/7 mesi e tutti i tasselli vanno al loro posto, trovare i pezzi giusti e originali non è sempre facile, ci vuole il tempo che serve.

E’ fine maggio ed è il momento di vedere finalmente il risultato finale della mia 51.151. Abbiamo deciso di chiamarla così. Il richiamo alla pista nello stile e nei miei ricordi di bambino quando con mio nonno vedevo in televisione il record dell’ora di Francesco Moser a Città del Messico (23 gennaio 1984…quel giorno compivo 10 anni).
Parto per Padova e quando me la trovo davanti provo una sensazione davvero unica, un gioiello. Il colore? Indescrivibile, un cromo velato che la rende unica ad ogni colpo di luce. La voglio provare subito nel suo ambiente naturale, la città. Approfitteremo anche di una mezz’ora nel vecchio Velodromo G.Monti di Padova (dietro al vecchio Stadio Appiani): sogni che si avverano insieme.

Il risultato ve lo lascio apprezzare attraverso queste immagini anche se il gusto che provo ad ogni giro è qualcosa che non riesco a trasmettere a parole…quello è davvero qualcosa di solo mio.

Un grazie di cuore a Leonardo di Ciclico: ricomincerei domani una nuova bici insieme. (oggi ho anche un ottimo amico in più a Padova: potere delle due ruote a pedali).
Se volete sapere tutti i particolari tecnici e altre immagini potete trovarli qui.

Foto by Giovanni Zampiga.

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