Una sorpresa lunga 200 km

Avete presente”spostare i propri limiti?”.
Il 17 Agosto a me è capitato. Era da tempo che volevo provarci. Il mio limite? Trasferta giornaliera in bicicletta: 70 km. Dopo quasi un anno di allenamento mattutino,inizio a pensare di poter alzare l’asticella.
Destinazione? Il Parco del Delta del Po,100 km andata-ritorno. Mi sembra affrontabile. Alba: ore 7. Parto.3 km: via il pantalone. 5km: via la maglia. 8km: ciclista in costume.

Ore 10.30: sono già al Parco.

Adrenalina e freschezza fisica hanno fatto da propulsione. E adesso? Già finito?
Torno a casa? Eh no…Fatto 30 facciamo 31. Googlemaps: c’è l’acqua a 20km.
Le Valli di Comacchio. Mi piacerebbe. Non è come il mare però…fa lo stesso. Riparto. Giornata pulita ma il sole spinge. Pedalo su strade e stradine che serpeggiano tra i campi.
Il paesaggio sembra quasi lunare. E ancora campi, campi e altri campi.

Driiinn! E’ mio padre: ”Ciao Papà!Sto andando al mare in bici”. La racconto grossa per darmi un tono. Il mare è in là. Fatico, bevo, succhio caramelle..mi sembra di non arrivare mai. Però mi sto abbronzando.

Un argine! Ma allora ci sono quasi! Dopo 80km provate a salire su un’argine col migliore dei vostri rapporti: benedirete i campi, i campi e gli altri campi. Però in cima, l’occhio ringrazia: sembra la Norvegia! Isolotti verdissimi, acqua blu scuro, cielo blu chiaro, fenicotteri bianchi visti prima d’ora solo in foto. Sarei già contento cosi. Però..fatto 31 non vuoi fare 32?

Tablet-mappe-due dita: allargo l’immagine. Il mare sembra vicino. Come no.
Facile giocare con le dita su una mappa interattiva. La realtà è un’altra. Ma ormai è questione di orgoglio. Seguo la provinciale 1. Errore. Vado parallelo al mare, non verso. E’ il momento di buttarsi. Basta asfalto. Vai col fuori strada!
Prendo il primo accesso alla campagna. Mi accompagna un altro argine. Un pò me la faccio sotto.

Non sono da sterrato. Ma alla fine del percorso lo sono già diventato. Prendo via Baiona. Sono circondato dall’acqua. Ma non è ancora mare. Io voglio la sabbia dentro alle scarpe. E’ comunque questione di momenti. Marina Romea. Sono quasi commosso. Prendo il primo accesso al mare. Le ruote sulla sabbia. Sorrido. Il Mare..

Apro le sacche. Due panini. Il succo. Il mare. Faccio il primo, unico, meritato, glorioso bagno della stagione.Vorrei non tornare più.110km. Non l’avrei mai immaginato. Non avrei mai immaginato nemmeno di doverne fare altri 90 per tornare a casa.
Ma ormai, tutto ciò che mi sembra folle, appare normale.
Ho subito voglia di ripartire. La sabbia nelle scarpe come volevo! Cambio percorso. Fornace Zarattini, Godo, Bagnancavallo, Massa Lombarda, Medicina, la fantasia comunale dei nomi.

Vorrei fermarmi ad ogni piadinaro. Un esercito di piadine cotto, rucola e squacquerone lungo la strada, ma non posso fermarmi. Rischierei di lasciare le gambe sui pedali….. Quasi a Bologna c’è Fossatone. Sembra un presagio.

Sono sfinito. Castenaso. Faccio la stessa strada del lavoro.
Oggi è davvero diversa. Sorrido e realizzo di aver pedalato per 200km.
Dovevo superare i 70. E’ stato davvero un caso. Una sorpresa. Non volevo.
Ma spesso, improvvisare è meglio che programmare. Bici in cantina.
Salgo le scale di casa. 3 piani. Sembrano 30. Provo il divano. Sembra nuovo.
Rido dalla stanchezza. Il concetto di un viaggio come questo sta proprio in 3 parole.

Rido dalla stanchezza.

Andrea “Bedo” Bedin
© REDAZIONE CiclistaUrbano.com

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